TILDA SWINTON LA CAMALEONTICA

Nel giorno del suo compleanno parliamo di Tilda Swinton, una che di recitazione ne sa proprio tanto. Artista a tutto tondo, amante dell’arte e delle performance artistiche, come qualche anno fa in cui è stata chiusa in una stanza al MoMa di New York per una live performance. Oggi è al cinema con Doctor Strange, ma la sua bravura, non è riuscita a tenerla alla larga dalle polemiche perchè secondo alcuni, il film è stato “lavato in bianco” non solo per Tilda, che sarebbe una tibetana, ma anche per gli altri del casting, che non rispecchiano etnia dei personaggi. Tilda che ha esordito nel film Caravaggio del 1986, ha sempre portato sul grande schermo, donne forti, bizzarre a volte anche sopra le righe. Se all’inizio era la musa del defunto regista, Derek Jarman, oggi sono i Coen e Luca Guadagnino a volerla accanto a loro, per quella rara, attitudine a diventare completante un altra persona, eliminando e cancellando ogni tratto di Tilda. L’attrice anche grazie una ricercatezza estetica della sua immagine, riesce in una full immersion, nel personaggio che deve interpretare, aiutata anche da un grande staff, che ogni volta la cambia dalla testa ai piedi. Trucco, capelli, abiti e anche le sembianze del suo stesso volto, cambiano sempre, passando, da giovane a vecchia, da bella a brutta, ma che poi ha ottenuto l’Oscar, con il personaggio più semplice, si fa per dire, quella di una dirigente di una multinazionale senza scrupoli, nel film Michael Clayton. Nel prossimo anno, intanto la vedremo nel remake del film di Dario Argento Suspiria, War Machine Okja.

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