LA DENUNCIA DI NATALIE PORTMAN

Natalie Portman di cui in questi giorni si parla tantissimo per il Jackie, che le frutterà l’ennesima nomination all’Oscar, denuncia apertamente il sessismo in versione Hollywood e racconta la sua esperienza. Intanto diciamo subito, che questo fatto di cui poi racconteremo, accade tutti i giorni in qualsiasi posto di lavoro, ma il fatto non sta nei soldi, ma sta nel rispetto di una donna lavoratrice, che a volte lavora anche il doppio degli uomini. Natalie racconta che Ashton Kutcher, co-protagonista del film del No strings attached del 2011 è stato pagato tre volte tanto in più di lei. Dunque sì, lo sapeva e lo ha fatto lo stesso, perciò questo non è un problema e tra l’altro Natalie è una ragazza intelligente e sa come vanno certe cose nel mondo, ma vuole riportare luce ad un grande problema globale, quello delle donne sul posto di lavoro, di come vengono trattate e pagate. Sa benissimo di essere fortuna, ma non è un racconto che mira al povero Ashton o ai soldi, era lei la protagonista di quel film e andrebbe bene prendere metà, ma la metà della metà, darebbe fastidio a chiunque. Queste domande della stampa, sono nate per una e-mail alla Sony, uscita durante l’hakeraggio di qualche anno fa, in cui appunto, scriveva una lettera aperta a tutte le case di produzione, assieme ad altre attrici, per avere gli stessi diritti degli attori. Non si è nemmeno offesa per essere una vera attrice, pagata di meno di un mezzo attore, ma vuole riportare rispetto non alle grandi dive strapagate, ma attrici di tutto rispetto, dove la bravura e il talento non contano, ma contano solo le copertine sui giornali, che poi questo è anche vero per gli uomini con un DeNiro pagato molto meno di un Vin Diesel o di un Adam Sandler. Non è solo per le attrici, ma per tutte le donne del sistema Hollywood, da quelle che lavorano in produzione a quelle che lavorano dietro le quinte, alle registe, alle stagiste, insomma un mondo di lavori al femminile mal pagati, anzi non pagati adeguatamente come gli uomini.

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