IL RINASCIMENTO MESSICANO

In questi ultimi anni si sta vedendo un grande afflusso di registi Messicani, che si stanno facendo largo nel cinema internazionale, i nomi sono Cuaròn, Inàrritu, Del Toro e poi attori come Diego Luna, Gael Garcia Bernald e Salma Hayek. Parliamo di una specie di rinascimento Messicano, dove artisti, non solo che vivono in America, vengono chiamati dalle major per fare i loro film. Un pò perchè costano di sicuro meno, un pò perchè hanno una visione del cinema diverso e un pò perchè rappresentano il cambiamento della loro nazione, sta di fatto, che i risultati ci sono e tutti li vedono. Se il primo, agli albori del cinema fu Luis Bunuel, che in realtà era Spagnolo, ma che oltre alla regia, era anche attore, sceneggiatore, compositore, montatore, il secondo, più in là negli anni, fu poi Anthony Quinn diventato un divo in assoluto. Negli anni in cui il Messico era sinonimo di povertà, l’emigrazione portava, anche clandestinamente i messicani in terra Americana, mal visti, sfruttati, legati idealmente al contrabbando di droga e molte volte illegalmente residenti, ma davano la possibilità ai loro figli, di un futuro migliore. Così negli novanta è arrivata la chica latina per eccellenza, Salma Hayek, diventata un faro per la comunità residente negli Usa e ben presto attrice a tutto tondo, senza bisogno degli stereotipi che Hollywood dava a tutti loro. Ben presto l’attrice, non si limitò ad essere la bella di turno, ma volle portare sullo schermo una delle più grandi donne del suo paese, Frida Kahlo, non solo interpretandola, ma anche dirigendo, producendo e sceneggiando. A sorpresa oggi, sono tre le punte alla regia, apprezzati da critici, pubblico, artisti, addetti ai lavori, Cuaròn, regista Oscar per Gravity, primo Messicano a portare a casa la statuetta e regista in precedenza di uno dei capitoli di Harry Potter. Alejandro Gonzàles Inarritu, vincitore di quattro premi Oscar, due dei quali per la regia, uno per Birdman e l’altro l’anno seguente per Revenant, ma che già prima si era messo in mostra con Babel e Biutiful. L’ultimo invece si chiama Guillermo Del Toro ed è più surreale dei tre, forse anche il più fantasy dei tre e forse anche il più di nicchia dei tre, che ha dato vita alla saga di Hellboy e il più recente Crimison Peak. Comune denominatore di tutti è tre, l’impegno nel dedicarsi alle loro pellicole, non solo come registi, ma sceneggiatori, produttori e in certi casi montatori, ma l’outsider di questa lunga lista si chiama Emmanuel Lubezki, direttore della fotografia, uno dei migliori in assoluto, vincitore di tre Oscar, uno dietro l’altro, con Gravity, Birdman e Revenant, diventato l’anima di questi registi e un pilastro fondamentale di questo nuovo rinascimento messicano.

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