IL RITORNO DI PICCOLE DONNE

Ritornano al cinema, le quattro sorelle March, le piccole donne dell’omonimo romanzo di Louisa May Alcott, che vede nel 2019 la quinta trasposizione cinematografica e una serie di altre trasportazioni televisive, non tutte però degne del libro, della sua fama e della sua scrittrice. Al timone della regia arriva Greta Gerwig, che abbiamo già gradito nel suo Lady Bird, uno dei migliori esordi per una regista donna, che le ha aperto del cinema di classe A e che le ha dato la possibilità di questo film, rigettato qualche anno prima dalla Sony che non ne vedeva l’utilità, ma poi si sa , il successo fa la differenza. Sì perché ad aiutare la Gerwig arriva Emma Watson che interpreta Meg e poi i due protagonisti di quel Lady Bird, Saoirse Ronan e Thimothée Chalamet, per poi finire all’ultimo, con il grande arrivo in pompa magna, della grande Meryl Streep, nei panni della zia. La storia già tutti la conoscono, vista e rivista, ma giustamente ogni generazione ha diritto al proprio classico e ha diritto a vedere un film, con gli attori della propria generazione, ricordando che in precedenza, già Katharine Hepburn e in seguito anche Elizabeth Taylor, diedero vita ai volti delle famose sorelle tra amori e sogni personali. Jo è di sicuro uno dei personaggi più amati, perché è una scrittrice che non ha possibilità di pubblicare le sue storie perché donna e che si taglia i lunghi capelli per poter portare a casa dei soldini per la famiglia. In realtà doveva essere un’altra Emma nei panni di Meg, ovvero Emma Stone, ma poi al suo posto è arrivata Emma Watson, felicissima di far parte di questo classico, un classico anche per lei e perciò ancora più contenta di entrare nel team del film. Era il 1868 quando nacque Piccole donne e venne considerato un classico per l’infanzia, che aiutava le giovani fanciulle a diventare donne, il racconto vede in un anno di vita, da natale a natale, delle fanciulle scontrarsi con la vita e con le idee della cultura dell’epoca, che poco spazio dava alle donne. Probabilmente molto di questo racconto era un’introspezione personale della scrittrice, anche lei seconda di quattro sorelle, anche lei dopo i problemi economici della famiglia, andò a lavorare, ma sempre con la scrittura nel cuore e come nella storia, una sorella morì e una sorella si sposò malgrado il suo disappunto e alla fine adottò la figlia, dopo che anche questa sorella morì. Ma la sventura non finisce qui, dopo essere stata accanto al padre malto, divenne infermiera e andò al fronte e si crede sia qui, che avvenne il suo avvelenamento da mercurio, che la portò alla morte, come tante altre colleghe infermiere. Il grande successo del libro, nel 1871 divenne anche un “sequel” con Piccole donne crescono e poi degli “spin off” come Piccoli uomini nel 1905 e I ragazzi di Jo nel 1923, tutti pubblicati postumi la sua morte. Il film uscirà per la stagione natalizia e diventerà di sicuro un classico per le ragazze di oggi, che anche loro, come tutte le altre generazioni ameranno una storia, molto lontana da noi, ma ci fa vedere uno spaccato della società e di come le donne erano considerate.

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