I SALARI “SOTTOPAGATI” DELLE DONNE DI HOLLYWOOD

Dopo l’incidente “diplomatico” tra Michelle Williams e Mark Wahlberg, che ha preso uno stipendio del mille percento, in più rispetto a Michelle, per le scene rigirate del film All the money in the world, si è aperto un grande dibattito ad Holywood sullo stipendio delle attrici. Ovviamente in questi mesi di fuoco, dopo l’affare Weinstein è meglio non far tanto arrabbiare le donne del cinema e perciò si sta tentando di arginare, le grandi differenze economiche tra uomini e donne. La televisione ha già fatto la sua parte, con Oprah e Shonda Rhimes e adesso pure con Ellen Pompeo la protagonista di Grey’s anatomy, appena diventata l’attrice tv, più pagata di sempre. Le case di produzione, tutte d’accordo tra loro, spiegano come vengono calcolati gli stipendi, che si basano sul  budget del film e sulla statistica degli incassi. Ma non è solo questo, c’è anche quel dieci percento, che i vari manager, degli attori, si spartiscono perciò ben predisposti a chiedere cifre folli. Questo retaggio culturale, risale poi, già dalla Golden Age di Hollywood, perchè è dalla nascita del cinema che le donne hanno sempre battagliato per stipendi e diritti. Con la seguente scomparsa dello Studio System, gli agenti e le relative agenzie, hanno grandissimo potere, su vita e morte delle loro star, tanto che riescono anche manipolarne la vita, in nome di fama e ricchezza. Poi ci sono i calcoli, che vengono fatti, per i precedenti film del tale attore, che se vanno bene aggiungono zeri  alla sua paga e se vanno male, ne tolgono. Dunque, se i film di una tale attrice, hanno incassato poco, il nuovo contratto non potrà mai essere superiore alle cifre precedenti. In questi casi a cadere è sempre la testa dell’ executive producer, colui che si occupata di dove vanno a finire i soldi e perciò è il primo, che purtroppo si si vede intrappolato in questi calcoli. Ma la negoziazione può essere fatta pure dopo le riprese, così da dover pagare la cifra concordata, altrimenti il film non potrebbe uscire, ma di solito viene usata questa strategia, quando non si hanno i soldi e si deve rivendere il film. E poi c’è sempre il problema degli  extra, ovvero i bonus e le percentuali da aggiungersi ai vari blockbuster. Anche in questi casi, sia che per bonus che per percentuali, le donne, sono al di sotto dei colleghi maschi. Da sommare poi l’uscita del film, se è natale si sa già che incasserà di più e se esce in una speciale festività, ne prenderà altrettanto, perciò ovviamente, questo fa ancora salire di più il salario. Per risanare la situazione, lo stesso stato della California, sta formulando regole più semplici e alla luce del sole, anche grazie alla collaborazione dei movimenti Me too e Time’s up. Sono dunque tutte d’accordo, nel volere la parità di stipendio e perciò da adesso, le case di produzione hanno solo due possibilità, diminuire la paga degli attori o aumentare quella delle attrici.

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