VERA CHYTILOVA LA REGISTA BANDITA DAL GOVERNO CECO

Vera Chytilova è stata la regista più famosa del cinema d’avanguardia e pioniera del cinema Ceco, per questo bandita dal suo paese. La così detta Ceco New Wave, che negli anni sessanta, stava portando alla ribalta la così detta Europa dell’est, vedeva delle novità in tutti i campi artistici e culturali del paese ed uno dei suoi volti, fu quello di Vera. Nata nel 1929, studiava filosofia e architettura a Praga, ma il grande successo internazionale, arriva solo nel 1966, con il suo lungometraggio dal titolo Daisies, che scandalizò abbastanza il suo paese, tanto da censurarlo e bandirne la stessa regista. Tutto per il tema e lo stile del film, anche prodotto, grazie agli incentivi statali, perciò ancora più bandito, solo per la storia di due ragazze, ambedue di nome Maria, che vivono i loro anni da teenager, scoprendo il mondo, scoprendo la politica dell’epoca e scoprendo se stesse e il loro corpo. Un tema un pò troppo scabroso, per quegli anni e soprattutto Vera, cattolica di famiglia, fu molto contestata dalla chiesa. Il film, eliminato dai cinema, tornò solo nel 1975, quando la stessa regista, rivenne ammessa, nella cultura del paese, tanto che in seguito, le furono date diverse onorificenze ufficiali. Non entrò mai nella lista nera del paese, ma comunque questo, fu l’ultimo film, girato nel proprio paese, che in seguito nel 1968, vide anche l’invasione dell’Unione Sovietica e il cambiamento politico e culturale. Nel 1976, il “Year of women film festival” le diede un premio alla carriera e chiese alla regista di inserire nella loro rassegna, a lei dedicata, anche Daisies, ma l’unica copia non censurata era a Parigi e comunque il governo non avrebbe mai dato il permesso di farlo partecipare. Solo una lunga lettera, di Vera, al presidente di allora, riuscì miracolosamente a togliere il veto sulla pellicola. Il suo ultimo film fu nel 2006, ma in tutti quegli anni, il suo lavoro, svolto in gran parte nell’Unione Sovieta, era sempre controllato e lei era marcata a vista dal governo, perciò si sentiva ristretta nelle sue scelte artistiche. Il suo Cinema Veritè, era una sorta tra il Neorealismo e Nouvele Vague, in cui l’ironia molto sottile, era sempre il filo conduttore, di una sorta di psicoanalisi degli stessi personaggi. Pioniera dell’arte femminista e delle tematiche delle donne, era anche la sceneggiatrice di molte sue pellicole, madre e moglie, morì a Paraga nel 2014 dopo una lunga malattia.

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