MIRIAM COOPER IL VOLTO DEL CINEMA MUTO

Con il suo metro e quarantasette Miriam Cooper è stata una delle dark lady del cinema muto, che l’ha vista protagonista di film passati alla storia come The birth of a nation ed Intolerance ambedue diretti da D.W. Griffith. Marian Cooper all’anagrafe, nata nel 1891 a Baltimora dove ha vissuto per anni con i cinque fratelli, di cui uno, morto da piccolo. Famiglia molto cattolica e devota, con un padre scappato in Europa e una madre che l’ha sempre odiata, perchè troppo assomigliante al padre e perciò si può già capire, quanti problemi potesse avere, tanto che amava andarsene per cimiteri a guardare le tombe. Entrata alla scuola cattolica, si iscrisse ad un corso di pittura e per mantenersi faceva la comparsa per cinque dollari al giorno. Un giorno venne contattata per una prova costume e sempre quel giorno, il regista D.W Griffith, che stava lavorando con la costumista la vide e le offrì un contratto fisso, presso la Kalem Company, che si occupava di comparse fisse. Qualche tempo dopo, Miriam, volle rivedere il regista, per ringraziarlo e chiedergli se poteva aiutarlo, rimase piantata per dei giorni fuori dal suoufficioa perchè non aveva un recapito telefonico, perciò non poteva essere ricontattata. Griffith la portò con il suo gruppo in California, dove i due lavorarono assieme per diversi anni, dove interpretò sempre, donne estreme, prostitute o tormentate e dove incontrò il marito, anchegli regista, Raoul Walsh, con cui si sposò in segreto. Il suo sogno di fare la moglie e la madre, segnò la fine della collaborazione con Griffith, che aveva mal digerito le nozze. Non riuscendo a rimanere incinta decise di continuare nel cinema con altri registi, ma poi la decisione di adottare due figli, la mise in panchina, scelta azzardata per lei, che ad un certo punto, stanca di essere definita solo la moglie di quel tale regista, si rimise in pista, ma gli anni erano cambiati, ormai droga alcool e sesso, stavano minando il settore e nel 1926, dopo il divorzio dal marito, decise di smettere di recitare per sempre. Negli anni seguenti si diede con passione al golf, diventando una delle poche donne a praticarlo e a sdoganarlo per gli Usa, mentre diverse università richiedevano la sua presenza, per raccontare ai giovani di allora, i film muti e i loro protagonisti, perchè gran parte delle pellicole, furono perse. Prima di morire nel 1976, andò sulla tomba del suo amico Griffith, il suo pigmaglione, anche se all’epoca non aveva neanche preso parte al suo funerale e durante le sue conventions, raccontava sempre i giochi sporchi e le cattive abitudini del cinema dell’epoca, ma con affetto raccontava sempre di quel regista che tra l’altro era invaghito di lei, ma poi era anche invaghito di tutte le sue altre attrici e che senza di lui, anche se burbero ed ostinato, hanno fatto la storia del cinema,  senza neanche averlo capito.

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