GLI ATTORI CENTENARI

Non sempre alcool, droga, orgie e chi più ne ha più ne metta, sono sinonimo di Holywood o meglio, ci sono anche persone, che vivono una vita semplice e quasi banale, ma tra quelli che ne hanno fatte e viste di tutti i colori, qualcuno è soprravvissuto indenne ed è arrivato benissimo alla boa dei fatidici cento anni. Nella lista degli attori/attrici, ancora vivi, perciò nati più o meno, tra il 1912 e il 1920, ci sono circa una cinquantina di nomi, molti dei quali già finiti del dimenticatoio e molti dei quali, hanno chiuso la carriera ancora giovani. Nella vetta però spiccano dei nomi molto conociuti, al terzo posto con i suoi centouno anni, arriva Kirk Douglas, vecchietto ancora arzillo, uno che ha veramente dato molto al cinema, non solo per i film, rimasti nella storia, come quelli fatti con Kubrick, ma perchè durante la così detta caccia alle streghe, dove si cercavano comunisti dapertutto, aiutava chi finiva nella lista, tanto da inemicarsi le alte sfere del governo. Centouno anni, anche per Olivia De Havilland, famosa per il ruolo di Melania in Via col vento e che oggi, si vede far causa ad una serie televisiva, per aver infangato il suo nome, con fatti approsimativi, dice lei, visti in Feud, serie tv, che racconta la storia della non amicizia da Joan Crawford e Bette Davis, dov’era interpretata da Catherie Zeta Jones, tra l’altro nuora di Kirk Douglas. Anche lei è un’arzilla vecchietta, incoronata quest’anno dalla regina d’Inghilterra come Dama, mentre al podio troviamo, la meno famosa Connie Sawyer di centosei anni, reginetta degli anni d’oro del cinema, che ha lavorato in tv più che al cinema, con la sua ultima comparizione nel 2014. Al cinema forse, un pò da nonnina, qualcuno l’avrà vista in Harry ti presento Sally, nella parte di una delle coppie che raccontavano la loro storia d’amore. Anche lei come Kirk Douglas è ebrea, come tra l’altro tantissime persone dell’Hollywood dell’epoca. Prima di loro ben pochi sono arrivati ai cento anni, una fra tutte, la regista Leni Riefensthal, ma di sicuro possiamo dire, che sono le donne, quelle che ci arrivano per prime e anchenelle migliori condizioni mentale.

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