IL BATTIBECCO TRA JAMES CAMERON E LA REGISTA DI WONDER WOMAN

Stanno volando parole un pochino pesantine, tra il regista James Cameron e la regista Patty Jenkis, tutto a causa di una certa Wonder Woman. Come si sa, il successo non si perdona a nessuno e questa volta a farne le spese è la prima regista donna, della storia, ad aver incassato più di trecento milioni di dollari, solo nel mercato Usa, grazie alla sua eroina Wonder Woman, che diventa anche, il primo film con una super eroina ad aver battuto ogni incasso possibile. Il carnefice è James Cameron, uno che ha fatto la storia con i più grandi incassi, con titoli come Avatar e Titanic e uno che anche lui stesso, all’epoca di quest’ultimo, aveva ricevuto un sacco di critiche, basate molte volte anche sul niente. Ed arriviamo dunque alla faida tra i due, Cameron poche ore fa, si lascia sfuggire un commento “Rispetto a Sara Connor, Wonder Woman è un passo indietro”, Sarah Connor ovviamente è Linda Hamilton del Terminator 2, che all’epoca dell’uscita, 1990, portò con lei un’ondata di femminismo e divenne, l’indiscussa, regina del box office. Potrebbe essere anche essere vero, d’altronde, Wonder Woman, non ha lo spessore di quel film, ma è la nuova icona, delle nuove generazioni e questo le va riconosciuto. Inoltre nel caso specifico, si parla di super eroi e questo film è di sicuro, migliore di tanti altri in circolazione, The Avengers in primis. La Jenkis a questo punto risponde così: “L’incapacità di James Cameron di capire cosa Wonder Woman rappresenti per le donne in tutto il mondo non sorprende, sebbene infatti lui sia un grande filmmaker, non è una donna”. James Cameron allora precisa: “A Hollywood quando si parla di Wonder Woman c’è troppo autocompiacimento e questo reciproco scambiarsi pacche sulle spalle è davvero sbagliato. Wonder Woman è un’icona trasformata in oggetto: sono i maschi di Hollywood che ripetono un vecchio modello. Non sto dicendo che il film non mi sia piaciuto, ma per me rappresenta un passo indietro, Sarah Connor non era un’icona della bellezza. Era forte, aveva tanti problemi, era una madre terribile e si è guadagnata il rispetto del pubblico grazie alla sua grinta. Il beneficio che hanno portato personaggi come Sarah è evidente. Del resto metà del pubblico è composto da donne”. E la Jenkis continua “Se le donne devono sempre essere cattive, difficili e problematiche per essere forti, allora non siamo libere di essere multidimensionali o di celebrare una icona solo perché si tratta di una donna attraente e amabile”. Per adesso la battaglia si è fermata, ma di sicuro non finirà qui, però comunque Cameron, ha apprezzato le doti della regista, soprattutto in quel Monster, che ha fruttato a Charlize Theron l’Oscar. Resta il fatto, che Cameron, anche lui già pesantemente criticato all’epoca di Sarah Connor, doveva leggermente capire l’importanza, del momento del cinema al femminile, che mai come oggi, si sta prodigando, con talento. Comunque in una Hollywood politically correct, in cui, non si può mai dire ciò che si pensa, Cameron ha avuto il fegato, di fregarsene e parlare di sostanza non di box office, perciò possiamo dire, che tutti e due hanno ragione e torto allo stesso tempo.

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