SUPRABHA DEVI LA PRIMA REGISTA DI BOLLYWOOD

Ancora quando la parola Bollywood non esisteva, la cinematografia Indiana, che sfornava un sacco di film e aveva le sue ferree regole legate alle caste e alle famiglie del cinema, vedeva le donne solo come attrici e perciò qualunque di essa, volesse cimentarsi in qualcosa di più completo, trovava la strada era ben chiusa. Suprabha Devi invece, con la sua tenacia e costanza è diventata, negli anni settanta, la prima regista donna della cinematografia Indiana. Se oggi il mercato, anche internazionale, si è molto aperto a questa tipologia di cinema, molto lontana dalla nostra, soprattutto negli anni settanta e vede Mira Nair, in pole position, tra le registe più affermate è grazie alla lungimiranza di Suprabha. Figlia di un ricco commerciante di petrolio, dopo aver studiato nelle più buone scuole del paese e già questo è un primato per una ragazza nata negli anni trenta, grazie alle sue inclinazioni personali, come lo sport e la passione per la musica, ebbe grandissime lodi, da tutti i suoi insegnati, perciò spronata a continuare nell’arricchire la propria mente e cultura. Però come volevano i costumi di allora, era il matrimonio, l’obbiettivo primario, ma per sua fortuna sposando il ricco Narayan Dev, della casta del cinema, cominciò a fare i primi passi da produttrice. Dopo qualche anno, non le bastò più e grazie al marito produttore, che investì in lei, diede vita al suo primo film. Divenne così la sola e unica donna regista di tutta l’India, tanto che nel 1985, le venne conferito il più prestigioso premio della nazione, per la sua grande determinazione e per il suo grande contributo alla cultura del paese. Negli ultimi anni della sua carriera ci fu anche la televisione a cercarla, perchè all’epoca, era lo strumento più innovativo, di un paese ancora molto arretrato e che fungeva da alfabetizzazione alle popolazioni, più povere. Si spense il tre settembre del 2011, nella propria casa a settantatré anni, lasciando un grande insegnamento per tutte le giovani ragazzi, che aspiravano a molto di più, che un marito, un matrimonio e dei figli.

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