ANNA NAZIMOVA LA PRIMA LESBICA DEL CINEMA

Oggi che siamo quasi, nella libertà di pensiero e di vita, dire di essere lesbica o gay è ancora ostico, soprattutto se sei un divo o una diva, pensate un pò, esserlo agli inizi del novecento. Anna Nazimova, attrice di cinema e teatro aveva il fegato di essere se stessa e a differenza di Marlene Dietrich o Greta Garbo, amava le donne e lo diceva apertamente, anche se anche lei, come altre, ha dovuto sposare un uomo, matrimonio naufragato ovviamente poco dopo. Anna Russa di nascita, già da piccola era sempre controcorrente, tanto che nel collegio dove studiava, fu diverse volte sospesa. All’età di sette anni, già suonava il violino, ma le vigili regole dell’epoca, come donna, non le permetteva di aspirare a volare in alto, tanto che poi lo stress, le causò quella rivolta personale, contro tutti. Nel 1905 dopo il successo in patria, si trasferì’ a New York, per ampliare la sua carriera e poi nel 1916 le porte del cinema muto si aprirono, riuscendo a portarsi a casa un contratto con la MGM. Ma ad Hollywood era famosa pure per altre cose, la sua magione era chiamata “Il giardino di Allah”, per le ninfette che la frequentavano e per i festini a base di sesso lesbo, alcool e droghe. La sua influenza ai vertici degli Studios, le dava l’opportunità di mandare alcune delle sue amanti e lavorare nel cinema, cosi’ poi, per le più fortunate, diventare l’ apri pista per tante ragazze di talento, non solo come attrici, ma anche nei vari crew. Tantissime le storie delle sue amanti, con scenate di gelosia, con mariti gelosi, tra cui un certo Charlie Chaplin e Rodolfo Valentino, con ragazze che si gettavano ai suoi piedi, ma sempre tutto alla luce del sole, tanto che gli Studios, dovettero ricorrere ai ripari, per non rovinare la loro immagine. La sua migliore amica però, le chiese di tenere a battesimo la figlia, che sarebbe diventata in seguito, la first lady d’America Nancy Regan. Una vita spezzata solo nel 1945 per una trombosi, ma comunque oltre a far parte di quelle liste nere, dello Stato Americano, contro la dubbia moralità di certi personaggi è sempre stata la più vera e realista donna dell’epoca, che non si nascondeva mai. Oggi invece pochissime, anche se in tempi più liberi, hanno il coraggio di essere se stesse, forse solo Jodie Foster ci è riuscita, perciò ci vorranno ancora diversi anni, per poter dire che la libertà esiste veramente.

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