MARY ASTOR LA FEMME FATALE

Il cinema ha sempre sfornato un sacco di dive, soprattutto negli anni del cinema muto, che puntualmente avevano però breve durata. Mary Astor, conosciuta come la femme fatale dell’epoca è una delle poche sopravvissute al cinema muto e nella sua carriera ha interpretato centocinquantaquattro film e ha vinto un Oscar per La grande menzogna accanto a Bette Davis. La sua carriera decollò nel 1926, grazie ad un premio speciale, che segnalava le giovani star emergenti, che poi dava a loro, un contratto quasi serio nel cinema, main realtà, non era per suo volere fare l’attrice, era solo il sogno del padre che fin da giovane la portò alle audizioni. Non fu facile per lei passare al cinema sonoro però, perchè la sua voce era troppo mascolina così ci vollero un paio d’anni e diverse lezioni di dizione per tornare nella mischia. L’altro stop momentaneo alla sua carriera, fu nel 1936, quando suo malgrado, fu immischiata in uno scandalo, con il marito, ormai ex, che per sottrarle la figlia, diede in pasto i suoi diari segreti alla stampa, dove palesemente lei scriveva del suo adulterio. All’epoca uno scandalo del genere, se donna, poteva costare la carriera e anche i figli, basti pensare ad Ingrid Bergman, che negli anni quaranta perse i due figli, causa love story con Roberto Rossellini. Una volta era così, l’uomo poteva farlo, la donna no e soprattutto grazie a leggi, che non le tutelava per niente, fatta ovviamente dai maschi al potere. Si salvò da tale scandalo solo grazie alla MGM, che tutelava sempre le sue star, anche se molti si lamentavano di quei contratti troppo ferrei, ma in questo caso fu la sua salvezza. Anche se era una delle preferite del pubblico, il suo amore per l’alcool era molto più forte e tra gli anni trenta e quarantanove, anno del ricovero in clinica, si annoverano tanti alti e bassi, non solo personali, ma anche nella carriera. Uno dei film più famosi forse è Summertime, quello con Katherine Hepburn a Venezia, ma forse tutte se la ricordano nella parte della Signora March, madre delle Piccole Donne, nella versione del 1949. Si ritirò qualche anno dopo, ma il suo cuore troppo malandato dagli abusi del bere, la portarono alla morte nel 1987, con la complicanza di problemi ai polmoni. Gli ultimi anni della sua vita, ormai finita del dimenticatoio delle ex star, le fecero scrivere dei libri così da diventare una vera scrittrice a tutto tondo.

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