LA MGM

La Metro Goldwyn Mayer anche conosciuta con MGM è stata ed è ancora il simbolo del cinema, possedendo la più vasta collezione di pellicole, circa quattromila, un totale di duecentootto Oscar, che ha dato vita ai migliori film di tutti i tempi ed ha visto la nascita di numerose star. La sua nascita nel 1924, all’epoca del cinema muto, l’ha fatto diventare in pochi anni, non solo il simbolo ma anche l’emblema assoluto del cinema, anche grazie a quel particolare logo, con un leone che ruggisce. Nata come MGP, il primo fu L’uomo che prende gli schiaffi e nel 1928 con l’arrivo del sonoro, il suo Leo Lion, per la prima volta ruggì e sempre in quest’anno divenne ufficialmente MGM, con produzioni storiche come Via col vento Il mago di Oz. Pochi anni dopo, alla grande famiglia del cinema, si aggiunsero i cartoni animati come Tom & Jerry, mentre negli anni della guerra, aiutava gli Stati Uniti con una propaganda filmica, come già faceva Walt Disney nei suoi studios. Seguirono anni di musical e grandi kolossal come Ben-Hur e il grande colpaccio, che anche oggi, resta l’occhiello della casa di produzione, ovvero James Bond. Negli anni settanta la crisi, portò a vendere l’etichetta e chiedere l’aiuto di Sony Pictures per la distribuzione e produzione delle sue opere, negli anni buoni invece, avere un contratto presso la MGM, era come vincere all’otto, non solo creativamente, il suo motto infatti era, “Ars Gratia Artis” “Arte per Arte”, ma soprattutto per quella sua A-List star, ovvero contratti con le più grosse celebrità dell’epoca, da Garbo, Gable, Crawford, Keaton, HArlow Tracy, Loy, con i produttori che coniavano il motto “Abbiamo più noi stelle noi che il cielo”. Questa grande affluenza di grandi nomi e la difficile gestione delle loro vite, fece creare un “sistema”, con l’apertura di diverse società, per gestire gli interessi degli attori stessi, come contatti con la stampa. Il loro progetto era quello di far uscire un film ogni settimana, ma poi la cosa si rivelò difficile, comunque sia, riuscì a far uscire un film ogni nove giorni. Questo aveva grandi costi per la società, ad esempio Judy Garland poteva arrivare a prendere seimila dollari a settimana, anche se non lavorava, da qui la scelta di sciogliere i contratti ferrei con le star e distribuire i soldi alla produzione, proprio per riuscire a pagare i famosi Kolossal dell’epoca, inoltre si andò a tagliare tutta la parte dei cartoni animati, lasciando a casa la famosa, Hanna-Barbera Production. Il leone comunque è sempre stato il simbolo di punta della casa produttrice, anche se negli anni subirono piccoli cambiamenti, dopo la scomparsa del primo leone bianco ad esempio, seguirono sei leoni colorati, eccone i nomi Jackie, Telly, Coffee, Tanner, George e Leo.

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