IL CINEMA PULP

Si può tranquillamente dire, che il cinema Pulp è stato inventato da Quentin Tarantino, che nel 1994 con il suo Pulp Fiction, ha inventato uno stile cinematografico unico nel suo genere. La letteratura e soprattutto i fumetti avevano già dato vita a novelle e storie, tra l’horror, il sanguinario e la violenza, ma Quentin, dal particolare gusto cinematografico, lo ha trasformato, in un miscuglio di B-Movies, sangue e violenza. Proprio già dal titolo Pulp Fiction, che si potrebbe tradurre in “Fantasia di pappa”, ovvero un frullato di diversi generi sempre a base di violenza, ma dalle storie intriganti con personaggi, sempre al limite tra il bene il male. Dunque inventare qualcosa, non è da tutti e specialmente in anni, in cui tutti pensano di aver visto tutto, ma Quentin testardamente comincia questa lunga strada di un genere difficile da ripetersi se non sei lui. Altri hanno ripercorso questo filone cinematografico, forse il più meritevole è Robert Rodriguez, grande amico di Quentin e altri meno conosciuti come Takashi Mike e Gregg Araki. Resta il fatto, che lo stile di immagini, i primi piani, le musiche, hanno reso il regista il maestro di una generazione, che non si preoccupa di piacere a tutti, basta che piaccia ai suoi “seguaci” e molti di essi, tentano di essere come lui, ma nessuno ci riesce mai. Grande estimatore dei film di Corbucci e Lucio Fulci, ha ridato enfasi ad un tipo di storie, appunto le pulp, conosciute da pochissimi e ammirato solo dalla letteratura underground, con un gruppo di nicchia come appassionati lettori, che poi con l’avvento del film, si sono trovati catapultati tra la moda del momento. Difficile per molti da seguire e forse troppo sanguinario per altri, resta un filone cinematografico per appassionati e che forse oggi, Quentin diventato troppo Hollywoodiano, ne sta cambiando le linee guida, con molto rancore da parte degli estimatori.

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