MARJANE SATRAPI E LA CENSURA

Se parliamo di censura e di donne scomode, che con l’intelligenza, sono diventate persona non gradita in patria, non si può non pensare alle regista e fumettista, Marjane Satrapi, nata a Tehran. Famosa per il suo Persepolis, prima in fumetto e poi diventato un lungometraggio, dove si narrano le vicende di una giovane ragazza alle prese con la vita e con l’arrivo della dittatura, che di lì a poco, metterà a tacere tanti artisti e uomini di cultura e metterà il velo alle donne. Proprio l’Iran, negli anni settanta, si vede coinvolto nel più grande cambiamento epocale dello stato, per questo la giovane Marjane, fu mandata dai genitori a vivere e studiare a Vienna, dove aveva la possibilità di essere una donna libera, mentre in patria, le donne stavano perdendo tutto il loro potere e diritti. Marjane tornerà a casa qualche anno dopo, ma troppi cambiamenti, le impediscono di essere la donna che vuole diventare. Dopo il suo trasferimento in Francia, decide di mettere nero su bianco, in una specie di denuncia sociale, il suo Persepolis e qualche anno dopo con, Pollo alle prugne, un film, poetico ambientato a Gerusalemme, tra vita, desideri, sogni e la brutale realtà della guerra, ribadirà il concetto della libertà di un popolo. Marjane, ha sfidato un potere e quel potere, poi l’ha fatta diventare un nemico, censurandone tutti i lavori, ma porta a casa una nomination all’Oscar e diversi premi letterali restando una delle più grandi oppositrice del potere Iraniano.

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