REBOOT AL FEMMINILE

Già i remake ormai, danno un sacco di fastidio, ma adesso con questi reboot al femminile, la situazione diventa insopportabile. Vada per l’assenza di veri sceneggiatori, vada che le idee scarseggiando, questi remake non sono mai al pari dell’originale, insomma se ne può proprio fare a meno. Solo il prossimo anno ci saranno i remake di Mary Poppins e Blade Runner, che in realtà sarà un sequel, ma non troppo sequel, insomma la situazione è sempre più ingarbugliata anche per il pubblico che paga il biglietto, ormai stufo di queste buffonate, tanto da disertarli al cinema; così in soccorso arriva la trovata strategica, dei geni Hollywoodiani, fare un remake, cambiandone il sesso. Il reboot infatti, non è altro che un remake, che cambia di sesso, nel 99% diventa un cast al femminile, come per dire, prendete queste briciole, perchè se volete lavorare, vi diamo solo questa possibilità. Sarà perchè le donne, negli ultimi anni, sono leggermente incazzate, un pò perchè prendono meno, un pò perchè ci sono dei personaggi femminili molto ridicoli, un pò perchè donne sceneggiatrici ce ne sono assai poche, ed ecco per le famose pari opportunità, arrivano i film al femminile. Dopo Ghostbusters, che povero non era neanche male come commedia, il prossimo anno toccherà ad Ocean’s eleven, già remake di un film degli anni sessanta con il Rat Pack e adesso in versione femmina, con nomi del calibro di Sandra Bullock, Cate Blanchett, Helena Bonham Carter, dal titolo Ocean’s eight. Un’idea di cattivo gusto, a parte i soldi, non capisco neanche perchè le attrici, si mettano a disposizione di tali reboot, è vero che Hollywood non solo è maschilista, che però anche con le minoranze non scherza, ma ne diventa uno specchio della vita lavorativa di qualsiasi donne italiana, sottopagata, sottostimata e denigrata. Se vogliamo parlare di occasioni per le donne vere, bisogna prima, dare possibilità al femminile a registe, scenografe, produttrici, compositrici di colonne sonore, donne al montaggio e al suono, insomma la nuova linfa vitale, dovrebbe arrivare dal basso, ma comunque finchè non ci sono scrittrici, non ci sono neanche film e non bastano di certo i diritti dei libri, scritti da donne, ad aiutare le opportunità per le donne, senza che queste si sentano prese in giro.

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