L’INFERNO DI HANKS-HOWARD-BROWN E PURE DANTE

Tra qualche settimana alla parola Inferno, non penseremo solo al sommo poeta Dante, ma al terzo capitolo della saga di Robert Langdon, nato dalla penna, anzi dal computer di Dan Brown. Torna alla regia Ron Howard, che come nei due capitoli precedenti, trasporta in film, anche se a volte, con qualche taglio e divagazione, uno tra i libri più letti di sempre. Torna anche Tom Hanks, nel ruolo del protagonista, una sorta di Indiana Jones moderno, correlato di spy story e di fughe in giro per le bellezze culturali del mondo. Qui, Dan Brown & company, ci portano a Firenze, dove il povero Robert, dopo brutta caduta, dovrà capire perchè tutti lo cercano, con un filo conduttore nell’opera di Dante, che lo porterà in seguito, anche a Venezia e Istanbul. In realtà questo sarebbe il quarto capitolo della sega, ma il terzo dal titolo “Il simbolo perduto”, non ha avuto una trasposizione cinematografica, forse perchè in questo caso è tutto ambientato negli Usa e nella simbologia americana, insomma un tema troppo scottante per la Sony, che non ha voluto produrne la pellicola. La donna, della situazione è Felicity Jones, poco conosciuta da noi, ma di sicuro questo sarà il suo trampolino di lancio, con lei ci saranno, il francese Omar Sy, Ben Foster e da Bollywood Irrfan Khan. Di sicuro sarà un altro grande successo di Ron Howard, non solo perchè tratto da un libro cult, ma perchè come sempre il suo stile per tutti e quell’ingenuità stilistica, rende un opera, difficile da leggere per molti, facile da decifrare, per lo spettatore.

                                     

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