VIRGINIA RAPPE LA SFORTUNATA STARLETTE

Noi del cinema contemporaneo siamo abituati a sentire dark story su Hollywood con stupri o umiliazioni alle donne, che oggi portano il nome di Woody Allen o Roman Polanski casi, anche dimenticati, che però ogni tanto la stampa, riesuma dalle ceneri, ma sempre in maniera molto ambigua perciò la verità non si sa mai dov’è.  Ma esiste una storia, la più brutta in assoluto, rimasta nella storia del cinema e decretata come lo stupro più terribile mai avvenuto. Siamo a Los Angeles nel 1921, anche se in realtà il fatto stesso è accaduto a San Francisco, comunque siamo negli anni del cinema muto e delle starlette, si perchè all’epoca le donne erano considerate ben poco, solo carne da macello e usate in tutti i sensi, anche da gangster compresi. Le attrici arrivavano in città con il sogno di una nuova vita, anche perchè arrivate dalle campagne, senza istruzione, il quale futuro era solo segnato dal matrimonio, dai figli e molte corna. Insomma arrivare qua, era sinonimo di non mungere più le mucche a casa e perciò andava bene tutto, a volte proprio andava bene bene, non eri una star, ma comunque eri protetta da qualcuno, stavi bene di portafoglio, andavi a feste, avevi abiti e scarpe alla moda, perciò anche se non arrivavi al successo, poteva andare bene essere l’amante di turno di qualcuno, sempre meglio che stare in campagna a prendere le uova dal culo delle galline. Virginia Rappe, una giovane modella che si stava affacciando al cinema con piccole parti, era già diventata la donna ufficiale di un regista, perciò in pole position per tutti i ruoli principali di attrice protagonista, ma un giorno dissentendo dall’uomo, decide di andare a pranzo con un regista, attore e produttore alias Roscoe Conkling Arbuckle, conosciuto da tutti come “Fatty boy” un ragazzone alto e grosso delle comiche, una star e amico di un certo Buster Keaton. Sono gli anni di Charlie Chaplin e di Stanlio & Olio, ma oltre che per il cinema, Fatty aveva la fissa per le sprovvedute di turno, definito un porcone e con strane voglie sessuali, amava molto i party e perciò invitò la povera Virginia, con la scusa di parlare di lavoro ad una festa, fuori città. Quella sera in una suite di un hotel, la festa vedeva ragazze molto disponibili e vecchi produttori panciuti che volevano divertirsi con l’aiuto di drink a base di droga, solo per le ragazze ovviamente, così avrebbero ceduto più facilmente senza troppe moine. La povera Virginia dunque, un pò rincoglionita dalle droghe e pensando di sdraiarsi perchè non si sentiva bene, fu portata dal gentile Fatty nella sua camera da letto, così intanto per farla vomitare in pace, ma in realtà la ragazza alterata da tutto, si è trovata l’uomo sopra di lei. Tutto sommato la routine dell’epoca, ma qua la storia diventa incredibile, chi stava fuori dalla camera sentiva grosse urla, perciò tutto a posto, i due si stavano divertendo, ma quando Fatty uscì dalla camera devastato, con sangue sugli indumenti  e droga e alcool nel sangue, disse alle altre ragazze presenti di portare a casa Virginia perchè a suo avviso era sesso scadente e troppo urlante. All’ospedale dopo poche ore la ragazza morì di peritonite. Sì certo come no, peritonite, disse il coroner (sotto pagamento), nessuna violenza disse, ma le cose erano molto diverse per la polizia che entrando nella camera d’albergo trovarono, una bottiglia rotta con sopra dei pezzi di organo femminile. Al processo fu condannato e poi prosciolto, libero di vivere la sua vita anche se però la porta del cinema gli fu chiusa non da Hollywood, ma dal suo pubblico che era molto più intelligente. La storia vera, anni dopo venne alla luce, quella sera anche Fatty era fatto di droga, la violentò ma soprattutto, la sua perversione lo portò a violentarla con una bottiglia di vino, che si ruppe all’interno del suo corpo, tagliandole gli organi interni e facendola morire.

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